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Auricoloterapia

Le tecniche più usate

Dal Libro
AURICOLOTERAPIA
L'orecchio, un radar puntato sulla salute
Gianni Maruzzi



IL TERZO... ORECCHIO

Gli indiani, quelli dell'India intendo, credono che al centro della fronte, fra l'inizio delle due arcate sopraciliari, esista virtualmente un terzo occhio. Si tratta dell'occhio della mente, un organo etereo, che per le sue prerogative si potrebbe collocare nella corteccia frontale dell'encefalo, quella che presiede all'ideazione, alle funzioni superiori del pensiero. Ecco, nelle mie notti insonni alla ricerca di un modo per diffondere la conoscenza di quella tecnica terapeutica di cui parlerò in questo libro ho pensato che l'organismo umano ha anche un terzo orecchio, anzi, in realtà parlerei di una terza funzione dei due orecchi, una funzione alquanto superiore e complessa tale da far pensare ad un centro di controllo del via-vai degli stimoli sia di natura dolorosa sia di quelli neuro-ormonali ad azione funzionale, ad esempio endocrinologica.
L'orecchio è l'organo dell'udito. Già. Nulla di nuovo. Dato ovvio. Apparato fondamentale per farci relazionare col mondo, in particolare col mondo dei suoni. Sì, certamente l'orecchio ha pure un grande ruolo nel metterci d'accordo con la forza di gravità, facendoci giocare con l'equilibrio. Le sue strutture interne sono, come tutto il resto del corpo umano, un miracolo di ingegneria biologica: membrane, tubicini, canali semicircolari, recettori di finissima sensibilità, ossicini, e via udendo.


Quanti modi di dire si è attirato nella storia quest'organo, in verità piuttosto brutto esteticamente ma con una ingegnosa architettura funzionale che solo Madre natura poteva inventare con la indispensabile supervisione del Padre...

Certo la struttura apparentemente meno nobile, quantomeno esteticamente è la parte più esterna, quella specie di fungo piatto che fuoriesce dai lati della testa e che, per fortuna, spesso ci nascondiamo sotto i capelli per non fare brutta figura specie chi ha la sfortuna di avere quell'aspetto a "sventola", motivo di ilarità per gli
osservatori e di vergogna per i proprietari dell'organo. Il padiglione insomma sembrerebbe stare un po' in coda nei concorsi di bellezza... tant'è che ormai al "povero" i giovani ci stanno appendendo di tutto pur di abbellirlo: pezzi di ferro, cornetti (chissà che gli porti fortuna), artigli. Insomma nessuno pare volergli bene...

L'orecchio è diventato quasi un appendiabiti, a cui attaccare tutto ciò che abbiamo intorno, i nostri monili, e nella migliore delle ipotesi fiori o frutti, vi ricordate le due cigliegine agganciate sul dorso ad abbellire il viso delle ragazze in primavera, o la matita o una penna "lì" posteggiate per non doverle appoggiare da altre parti col rischio di perderle. Comodo insomma quel pezzo sporgente di corpo, sicuro appoggio e approdo per le piccole nostre cose.

Ragazzi, udite... udite, "rizzate" le orecchie, meglio i padiglioni auricolari: da qualche decennio si è scatenata una calca intorno a questo "pezzo di cartilagine" come mai è capitato per un organo preso di mira dalla scienza.


UN PO' DI STORIA...

Sul padiglione auricolare è rappresentata l'immagine di un feto umano a testa in giù, quindi di tutte le parti del corpo


La storia dell'orecchio (il bambino nell'orecchio che vedete qui sopra). C'era una volta un bambino che si era infilato nell'orecchio…. No, la storia non comincia così anche se gli Antichi pensavano, per non "coinvolgere" troppo la donna in "faccende di uomini", che il neonato fosse già presente in miniatura in ogni spermatozoo maschile. Ne parliamo dopo.
La storia seria del nostro orecchio, o meglio dell'uso dell'orecchio come cura delle malattie inizia in un altro modo...

Nei testi antichi di varie civiltà si parla dell'orecchio e del suo uso in medicina. I cinesi accennano nei loro trattati in secoli prima di Cristo al rapporto tra orecchio e organi interni. Anche presso i Persiani e gli Egizi (specie come metodo contraccettivo) pare che si facesse uso di quest'organo nella cura delle malattie. Presso gli Sciti (popolazione dell'area russa) nel 800 a.C. i cavalieri che nel loro eterno cavalcare si procuravano dolori forti alle anche sembra, secondo citazioni di Ippocrate, che si incidessero le vene dietro l'orecchio per sedare il dolore. Anche i medici arabi trattavano cefalee, dolori dentari con la bruciatura (cauterizzazione) di alcuni punti auricolari

Pure nella tradizione medica occidentale più recente vengono citate alcune esperienze di medici che hanno praticato la stimolazione auricolare per la cura di dolori e infiammazioni articolari.
Negli anni '50 un caso fortuito, aveva sollecitato l'attenzione di un medico francese Paul Nogier. Questi scoprì nella campagna intorno a Marsiglia che una donna cauterizzava un punto particolare dell'orecchio per ottenere un benefico effetto sul dolore da sciatalgia. Anche in Corsica alcuni guaritori usavano questa tecnica.
Nogier estese sistematicamente i suoi studi su tutto il padiglione auricolare scoprendo numerosissime corrispondenze tra punti dell'orecchio e zone o organi del corpo umano.

Quello che rilevò sorprendentemente era che il reperimento del punto dell'orecchio (PUNTO DOLOROSO ALLA PRESSIONE poi chiamato PUNTO ATTIVO) corrispondente a quella zona del corpo era possibile solo quando quella zona del corpo era dolente o comunque ammalata altrimenti il punto era INSENSIBILE alla pressione.

Il passo successivo delle ricerche fu quello di provare a stimolare il punto trovato ATTIVO per vedere che cosa succedeva alla corrispondente zona corporea. Ebbene la puntura o la cauterizzazione o la applicazione di stimoli di altro genere provocavano la scomparsa o la attenuazione del dolore.
Era nata l'auricoloterpia!
Dopo i primi successi nel campo, gli studi si sono approfonditi fino a far nascere una vera e propria "agopuntura auricolare" che vide anche il coinvolgimento dei cinesi, sempre attenti a queste corrispondenze della cute con organi e funzioni; nacquero così mappe auricolari cinesi quasi sovrapponibili a quelle di Nogier. Anche gli italiani, rifacendosi ad alcune tradizioni popolari dell'Italia centrale hanno prodotto studi e ricerche originali che hanno confermato i presupposti di Paul Nogier. Il dr. Marco Romoli, medico di Prato, ha appreso l'uso di molti punti dall'insegnamento di un sacerdote di campagna toscano che era solito utilizzarli presso la popolazione locale per disturbi di vario genere.
La medicina popolare insegna…
Anche Romoli svolse uno studio sistematico ma, pur senza creare nuove mappe, ebbe il merito di sistematizzare la geografia dell'orecchio all'interno di una griglia il SETTOGRAMMA DI ROMOLI che non ha solo lo scopo di meglio localizzare i punti, ma anche di raggruppare i punti che possono efficacemente trattare una patologia.


Quello che è importante in questa ricerca è il passaggio da una scoperta empirica (dalla medicina popolare) ad una scienza studiata con modernissime tecniche di neurofisiologia (Istituto di Marsiglia, varie università italiane, istituti americani, russi, ecc.)

Una dimostrazione "casalinga" della validità dell'auricoloterapia

Una prova che spesso si fa nei corsi di auricoloterapia è questa.
Si sceglie una zona del corpo ad esempio il pollice della mano sinistra. Si cerca il punto dell'orecchio corrispondente al pollice della mano sinistra e si valuta se è dolente (in un soggetto normale non lo è),
quindi si mette una molletta sul pollice (della mano sinistra) in modo di provocare un dolore (ovviamente tollerabile) quindi si torna a cercare il punto auricolare di quel pollice e sicuramente lo si troverà dolente. Si dimostra così la corrispondenza punto auricolare/zona del corpo.


COME FUNZIONA L'AURICOLOTERAPIA

La singolarità di questa pratica sta nel fatto che i punti attivi che vengono rilevati con la ricerca mediante palpeur o con l'Agiscop (vedremo tra breve) è possibile solo in presenza della malattia cui si riferiscono i punti corrispondenti.
Un esempio: se io volessi potenziare l'attività del mio cuore (peraltro perfettamente sano) prima di una gara non riuscirei ad individuare, come attivi i punti auricolari corrispondenti al cuore. Insomma i punti attivi si mettono in mostra solo quando la malattia corrispondente alla loro localizzazione auricolare è in atto. Altrimenti tutto è silenzio. Un orecchio silente potremmo considerarlo (un po' paradossalmente) un indicatore di buono stato di salute. Il trattamento è possibile solo su punti attivamente evidenziati dalla ricerca del medico: dolorosi alla pressione con la punta del palpeur o evidenziati da un segnale acustico al tocco della punta di un detettore a batteria (Agiscop).

L'Auricoloterapia è una tecnica che utilizza la ricerca e la stimolazione di punti dell'orecchio esterno per scoprire la presenza di malattia (diagnosi) e per curare le malattie (terapia).
COME SI PROCEDE

Come in tutte le procedure di semeiotica medica, cioè la ricerca dei segni e dei sintomi anche in Auricoloterapia si procede con ordine e sistematicità:

Ispezione

L'ispezione è un momento importante perchè l'orecchio con questo primo contatto "racconta" la sua storia e a volte ne sa una più del diavolo come si dice. Esistono degli "indicatori" sulla pelle dell'orecchio che per tipologia e localizzazione orientano la diagnosi o segnalano alcune predisposizioni. Qualche esempio: i nevi, gli agglomerati di capillari, le incisure, le desquamazioni, ecc.


Palpazione

E' utile per individuare ispessimenti cutanei localizzati, asperità,


Detezione

Innanzitutto ci si basa sulle mappe esistenti per orientarsi.
In secondo luogo si segue il principio che se un punto corrispondente ad un determinato organo o ad una zona del corpo è dolente alla pressione (PUNTO ATTIVO) vuol dire che quell'organo o quella particolare zona del corpo hanno un problema o sono chiaramente ammalati.
L'altro criterio, più complesso, è il cambiamento delle caratteristiche elettriche dei punti dell'orecchio (per cui i punti attivi si possono trovare anche con un cercapunti)

In pratica: i punti attivi si cercano con il PALPEUR (una sorta di penna con una punta a molla che preme con una pressione prestabilita), in questo caso è il paziente che riferisce o meno di sentire una specie di puntura quando il puntale di questo dispositivo trova il punto, oppure si usa il piccolo apparecchio CERCAPUNTI a batteria (Agiscop) che non richiede la collaborazione del paziente, ma emette un beep prolungato quando il puntale trova il punto attivo.


Una domanda viene ovvia:
Ma come fa a stare su un'area così piccola come quella dell'orecchio una mappa di tutta la superficie corporea, di tutti gli organi ed anche delle diverse funzioni dell'organismo umano?
Risposta:
Probabilmente esiste una STRATIFICAZIONE delle diverse aree, corrispondenti ai vari organi, su più livelli della cute dell'orecchio per cui, a seconda dell'organo interessato, i relativi punti "EMEREGONO" proprio nel momento in cui è presente la malattia di quell'organo.

COME SI STIMOLANO I PUNTI ATTIVI

GLI STRUMENTI
La stimolazione del punto si può fare con qualsiasi mezzo fisico, una punta di matita o di penna, una barretta di vetro, ma i metodi classici sono i seguenti.
La stimolazione viene fatta normalmente con aghi come quelli dell'agopuntura (molto piccoli) che si tengono in sede per circa 20 minuti e che si possono anche stimolare elettricamente (in modo assolutamente non-doloroso).
Oppure si usano piccolissimi aghi o anellini che hanno al centro un microago e che vengono infissi e fatti aderire alla cute dell'orecchio con un piccolo cerotto.
Oppure, ancora, si applicano i semi di Vaccaria, una pianta a fioritura annuale che si trova anche nelle nostre regioni. Questi semi, che hanno la caratteristica di essere molto resistenti e duri, vengono fatti aderire sui punti attivi con un piccolo cerotto. Sia i semi che gli aghetti vengono lasciati in semipermanenza da qualche giorno fino a 3-4 settimane prolungando così nel tempo il loro effetto; resistono ai lavaggi ed ai piccoli sfregamenti.


INDICAZIONI DELL'AURICOLOTERAPIA

In teoria l'auricoloterapia risulta efficace in tutti i disturbi cosiddetti funzionali (dove non c'è necessariamente una lesione anatomica, organica ma un malfunzionamento di un organo o apparato) e comunque su ogni tipo di dolore
… ma dall'esperienza degli ultimi decenni possiamo con una certa sicurezza circoscrivere i buoni risultati a questi ambiti:

- DOLORI OSTEO-MUSCOLARI: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, sciatalgie, dolori di spalla di anca e di ginocchio, sindrome del tunnel carpale
- POSTUROLOGIA (punti masticazione, simmetrie dei punti attivi dei segmenti corporei)
- CEFALEA, EMICRANIA, NEVRITI, HERPES ZOOSTER (FUOCO DI S.ANTONIO), NEVRALGIA DEL - TRIGEMINO
- DERMATITI: eczema
- DISTURBI DEL CICLO MESTRUALE - INFERTILITA'-
- DISTURBI DELLA MENOPAUSA
- DISSUEFAZIONE DAL TABACCO, DALL'ALCOOL E DALLE DROGHE IN GENERALE
(l' Associazione NADA usa il metodo ACUDETOX)
- BULIMIA E SOVRAPPESO (compulsione alimentare)
- ANSIA, DEPRESSIONE
- DISORDINI DELL'APPARATO DIGERENTE: gastrite cronica, colon irritabile
- ALLERGIA

CONTROINDICAZIONI ALL'AURICOLOTERAPIA

Paraplegie, sclerosi a placche
Disturbi cardiaci gravi
Tumore
Psicosi
Gravidanza
L'uso contemporaneo di analgesici o antidepressivi può rendere difficoltosa la ricerca dei punti attivi


PIERCING!? NO GRAZIE!

Di questa meravigliosa funzione reflessologica dell'orecchio non conosciamo ancora tutto. Proprio per questo dobbiamo procedere con attenzione, rispetto e soprattutto cautela nell'applicare la stimolazione. L'uso indiscriminato ed afinalistico (solo estetico) di aghi o altri strumenti sull'orecchio in punti che non siano attivi potrebbe essere pericoloso. Potrebbe …: non sappiamo veramente se …, non sappiamo quanto … e soprattutto non sappiamo ancora bene come sul medio-lungo periodo queste sollecitazioni indiscriminate e non mirate possano avere un effetto nocivo sulla salute.









Il dr. Maruzzi pratica l'auricoloterapia in abbinamento ad altre tecniche di medicina complementare (agopuntura tradizionale cinese, osteopatia, mesoterapia, taping) nello studio di via Canturio, 18 a Cantù (CO). Tel. 031706460, e-mail: gmaruzzi@gmail.com


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